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NOTIZIE E APPELLI AL MONDO DA GAZA. DICEMBRE 2008 - GENNAIO 2009
06/03/2008 PALESTINA - ISRAELE Parroco di Gaza: “Ci
vogliono uccidere tutti lentamente” di Joshua Lapide
P. Manawel Musallam conferma la
disumana situazione dei palestinesi nella Striscia sotto il blocco israeliano,
denunciata dal rapporto di otto Ong inglesi: la peggiore crisi umanitaria dal
1967. Il sacerdote racconta di morte e traumi tra i bambini e alla comunità
internazionale lancia un appello disperato.
“Hanno deciso di ucciderci e
lo stanno facendo lentamente, in modo indiretto, senza armi, ma togliendoci il
cibo, le cure mediche; se le potenze internazionali non riescono a fermare le
violenze di Israele su Gaza, chiediamo che almeno ci
garantiscano una sepoltura da esseri umani”. E' la disperazione dei
palestinesi nella Striscia di Gaza, da mesi sotto il blocco israeliano. Il
sacerdote cattolico conferma la drammatica situazione nella zona ritratta nel
rapporto di otto Ong con sede in Gran Bretagna diffuso ieri. Il documento
denuncia che il blocco della Striscia di Gaza ha generato la peggiore crisi
umanitaria dall'inizio dell'occupazione israeliana nel 1967.
“Non abbiamo
cibo, mancano dottori e medicinali gli ospedali sono pieni di morti e le persone
vengono curate per strada in condizioni disumane – riferisce il parroco –
numerosissimi sono i mutilati, i bambini sono un terzo delle vittime degli
ultimi attacchi israeliani (27 febbraio – 4 marzo); incalcolabili anche i traumi
psicologici sui giovani: ci sono piccoli alunni a scuola che non riescono
neppure più a studiare”. La scarsità di cibo, servizi sanitari in rovina e
un sistema idrico e fognario vicino al collasso sono tutti parte della miseria
che ogni giorno 1,5 milioni di palestinesi devono affrontare nella Striscia.
Lo scorso giugno, quando Hamas ha preso il controllo della zona, Israele ha
imposto restrizioni sulla circolazione di merci e persone congelando, di fatto,
l'attività economica della Striscia. Ha inasprito il blocco a gennaio, limitando
i rifornimenti di carburante e altre merci come risposta al lancio di razzi nel
suo territorio da parte dei miliziani. I gruppi umanitari e gli esperti legali
ritengono il blocco una violazione alla legge internazionale, in quanto
costituisce una “punizione collettiva” per un intero popolo. Il rapporto
delle otto Ong - tra cui Amnesty International, Save The Children, Cafod, Care
International e Christia Aid - parla di un territorio ostaggio dell'embargo, che
ha peggiorato la povertà e la disoccupazione, reso inefficiente il sistema
educativo e dipendenti dagli aiuti circa l'80% della popolazione. La
disoccupazione è al 40%. Gli ospedali ogni giorno affrontano black out che
durano dalle 8 alle 12 ore per le restrizioni israeliane alla fornitura di
carburante ed elettricità. L'anno scorso circa il 18% dei pazienti che
necessitano trattamenti di emergenza fuori dalla Striscia si sono visti
rifiutare il permesso di partire. Le Ong esortano l'Unione europea a
dialogare con il movimento integralista Hamas e chiedono la revoca del blocco.
HAMAS NON E' QUELLO CHE CI DICONO CHE SIA! E CERTAMENTE NON SONO PALESTINESI
QUELLI CHE HANNO LANCIATO I MISSILI SULLE CITTA' OCCUPATE DA
ISRAELE.
IL MOTTO SEGRETO DEI SIONISTI
? FARETE LA
GUERRA CON LA MENZOGNA!